lunedì 21 gennaio 2008

La Chiesa di Ratzinger... giusto per intenderci con chi si vorrebbe "dialogare"

Apprendo grazie ad un mio amico che vive a Barcellona da due anni, che in queste ultime settimane il paese iberico è stato scosso dal dibattito provocato dalle dichiarazioni del vescovo di Tenerife sulla questione della pedofilia.
Per chi si è perso la notizia, come me, ecco un articolo di Laura Eduati.

Il vescovo di Tenerife, Bernardo Alvarez, taglia corto: alcuni ragazzini desiderano essere abusati sessualmente e all'occasione incitano i propri violentatori. E per quanto riguarda la pederastia, si tratta di un vizio come l'omosessualità. Tra le due inclinazioni, insomma, non ci sarebbe alcuna differenza.
Sic et simpliciter.
In una intervista pubblicata giovedì da La opinión de Tenerife, il monsignore si dice certo che «soltanto il 6% degli omosessuali ha una base biologica. Non bisogna confondere l'omosessualità come necessità esistenziale di una persona, con quella praticata come vizio. La persona la mette in pratica, come potrebbe praticare l'abuso sui minori. Lo fa perché attratto dalla novità, una forma diversa di sessualità».
Incalzato dalla giornalista che tenta di porre delle obiezioni, Alvarez prosegue imperterrito dicendo che «ci possono essere dei minori che acconsentono» all'abuso. Meglio: «Ci sono degli adolescenti di 13 anni che sono minori ma sono perfettamente d'accordo e, per di più, lo desiderano. E se non stai attento, arrivano a provocarti».
Dopo l'intervista, il diluvio. Di critiche, naturalmente.
All'opinione pubblica spagnola le parole del vescovo sono parse una volgare giustificazione degli abusi compiuti dai sacerdoti sui bambini, un tema portato alla ribalta dal film di Pedro Almodovar La mala educaciòn.
Alvarez non ha voluto commentare né smentire, e la stessa conferenza episcopale spagnola ha preferito il silenzio stampa. Il ruolo di parafulmine è toccato al vicario di Tenerife, che nelle ore successive ha cercato di correggere: «Il vescovo non intendeva giustificare né comprendere un fenomeno assolutamente ignobile come l'abuso sui minori». Non si tratterebbe nemmeno di un errore del quotidiano, che ieri ha ceduto le tracce dell'intervista registrata dalla giornalista, riascoltabile all'infinito sul sito de El Paìs.
Il difensore dei minori di Madrid ha utilizzato la parola "barbarie" per definire la conversazione del prelato: «Mi piacerebbe che (Alvarez) la smettesse di usare questi messaggi dei bambini perché si tratta del messaggio che giustifica la pedofilia», visto che tra i pedofili gira la convinzione che siano i ragazzini a volere gli abusi.
Il governo spagnolo ha lasciato la parola a Pedro Zerolo, storico militante del movimento gay, oggi responsabile dei movimenti sociali per il Psoe e felicemente sposato con il suo compagno: le dichiarazioni del vescovo sono «irresponsabili», frutto di «una linea integralista che «avrà sorpreso gli stessi fedeli cattolici». Per Zerolo si tratterebbe di una boutade politica in vista della manifestazione delle famiglie cattolice in programma domani a Madrid, una delle decine di iniziative degli ultracattolici spagnoli inferociti contro le politiche dei diritti civili inaugurate da Zapatero. Durante il corteo è previsto il collegamento in diretta con Benedetto XVI dal Vaticano.
Giusto ieri gruppi di anti-abortisti si sono raccolti davanti alle cliniche madrilene per protestare contro l'interruzione di gravidanza, che in Spagna è legale ma subordinata anche fino al terzo mese al pericolo psico-fisico della madre. In realtà, di fronte ad una donna che chiede di abortire, i medici spagnoli nella stragrande maggioranza dei casi dà il via libera senza approfondire le motivazioni, allineando de facto la legislazione al resto dei Paesi europei.
Sono molti i contenziosi e gli attriti tra i vescovi e Zapatero: l'ora di religione, l'introduzione di una materia che insegna i diritti dei cittadini, il finanziamento alla chiesa cattolica, le nozze gay.
Eppure la linea del governo socialista si è notevolmente ammorbidita negli ultimi tempi, anche in vista delle elezioni di marzo. Poiché i sondaggi vedono in ascesa il partito popolare, gli spin doctors hanno consigliato a Zapatero di fare retromarcia nella battaglia per la laicità. E nel programma con il quale l'attuale premier si ripresenterà agli elettori sono scomparsi i riferimenti alla legalizzazione dell'eutanasia e alla correzione della legge sull'aborto, come anche la proposta di tagliare il finanziamento statale alle diocesi. Minacce che tenevano sul filo i prelati spagnoli ma che per il momento non verranno messe in pratica.
Moderazione, questa la parola d'ordine dei socialisti dopo le faville dei primi tempi di governo. Una moderazione che, secondo gli analisti al servizio del premier, dovrebbe servire a non porre troppi problemi di coscienza all'elettorato particolarmente religioso, ancora sotto choc dopo la celere approvazione del matrimonio tra omosessuali.
Il segno del riavvicinamento tra Madrid e Ratzinger si è concretizzato nella presenza della vicepresidente Marìa Teresa Fernandez de la Vega alla nomina di 23 cardinali alla fine di novembre in Vaticano: uno di questi, l'ex arcivescovo di Valencia Agustìn Garcìa-Gasco, è il centravanti di sfondamento del papa in Spagna, l'organizzatore della visita del Pontefice a Valencia e pubblico fustigatore della politica di Zapatero. Che per vincere una seconda volta deve fare i conti con l'anima cattolica di molti elettori.

Ora... vengo a dunque. Perché ho pubblicato quest'articolo? Perché vorrei fosse chiaro che quando si dice che il Papa è alfiere della libertà di espressione, che bisogna dialogare con la Chiesa... bè vorrei si capisse che è QUESTA la chiesa con cui si vorrebbe dialogare.
E io francamente ne farei anche a meno di dialogare con questi qui...

domenica 20 gennaio 2008

Montecitorio...

Ringrazio mio fratello Andrea per lo spunto... :-)
Un tizio arriva con la macchina, piuttosto scassata, davanti a Montecitorio, e posteggia proprio in mezzo alla strada. Un vigile gli si avvicina e gli dice: "Ma cosa fa? Non si può parcheggiare qui!" "Perchè?" "Come perchè?" "Perchè qui ci passano Ministri, Deputati, Senatori, ..." E il tizio: "E che mi frega? Tanto io ho l'antifurto!"

venerdì 18 gennaio 2008

Mi tocca fare servizio pubblico...

Breve noticina.
Saprete che Ratzinger ha rinunciato a partecipare all'apertura dell'anno accademico all'Università La Sapienza di Roma. Saprete anche che nei giorni precedenti un movimento spontaneo nato tra docenti e studenti della Facoltà di Scienze fisiche e naturali aveva pubblicamente criticato la scelta del rettore della Sapienza di invitare il pontefice, in quanto Ratzinger aveva in passato pubblicamente affermato di ritenere giusta la decisione della Chiesa di processare Galilei, figura storica e simbolica della scienza e del metodo scientifico. I ricercatori romani avevano ritenuto in sostanza oltraggioso per la dignità della ricerca scientifica e del ruolo dell'Università che si facesse intervenire una persona che aveva espresso opinioni contro la libertà di ricerca scientifica.
Al di à di ogni considerazione... a questo link potete trovare il testo della lectio che Ratzinger avrebbe voluto leggere alla Sapienza: QUI.
Per la cronaca, su l'Unità ho letto stralci del testo incriminato in cui nel 1990 l'allora cardinale Ratzinger asseriva la giustezza della posizione della Chiesa su Galilei: in sostanza l'opinione di Benedetto XVI è che spetti alla Chiesa, nel considerare le conseguenze sociali e politiche del progresso della scienza, valutare QUANDO la scienza sia libera e quando no. In pratica spetterebbe alla Scienza (unica depositaria di tale potestà? evidentemente...) stabilire i limiti della scienza.
E per quanto io non sia del resto un pasdaran della libertà della scienza, nel senso che allo stesso tempo non ritengo che spetti SOLO alla comunità scientifica stabilire i propri limiti, non capisco del resto perché debba spettare alla Chiesa...

sabato 12 gennaio 2008

Perché non eliminiamo i consigli di quartiere?

La Finanziaria 2008 approvata dal Centrosinistra ha stabilito la soppressione dei Consigli circoscrizionali (o di quartiere) nei centri di meno di 100.000 abitanti, ritendendoli non necessari e dunque una spesa inutile. Un buon provvedimento, dunque, per ridurre i "costi della politica".
Ora uno schieramento trasversale si oppone a ciò. In Friuli, il consigliere regionale di Forza Italia Galasso, appoggiato tra gli altri da Valenti (capogruppo comunale FI a Gorizia), ha presentato una proposta di legge per reintrodurli in tutti i capoluoghi di Provincia, trovando peraltro appoggio in Rifondazione (e poi dicono gli inciuci di Veltroni...!).
Oggi sul Messaggero Veneto, edizione di Gorizia, si è aperto il dibattito. Si segnalano gli ninterventi del presidente del consiglio comunale (Roldo, Forza Italia) che dice "sono ben altri i costi da tagliare" che a me pare tanto un modo perché a iniziare a tagliarli sia sempre qualcun altro... E si segnala l'intervento del mio collega piddino Federico Vidic secondo il quale i consigli di quartiere sono una ricchezza e importanti in una città multiculturale e multilinguistica come Gorizia... Sì sì tutte belle cose, ma se esigenze particolari vi sono nelle aree decentrate (tipo Lucinico, di fatto un centro abitato a sè) o nelle aree dove prevale la minoranza linguistica slovena (Oslavia e San Andrea), altri "parlamentini" non hanno proprio ragion d'essere. E per quanto questi enti facilitino la partecipazione e il legame con il territorio, resta il fatto che sono, sostanzialmente, inutili!
Qui di seguito l'intervento inviato oggi alla stampa da me, e che spero sia pubblicato...

La Finanziaria 2008 ha stabilito, fra l’altro, l’eliminazione dei Consigli circoscrizionali nelle città con meno di 100 mila abitanti. Un provvedimento che, insieme ad altre misure tese a ridurre il costo delle istituzioni (ad esempio, la riduzione a cinque del numero di consiglieri d’amministrazione nelle società pubbliche), ha voluto recepire la richiesta emersa a gran voce dalla società di una maggiore sobrietà della politica. Si apprende invece ora che Forza Italia vorrebbe reintrodurre nella nostra regione i Consigli di quartiere per tutti i capoluoghi di Provincia. La questione chiaramente interessa direttamente Gorizia. Le motivazioni per mantenere i “Parlamentini” paiono tuttavia inconsistenti: decentramento? Di cosa, se le funzioni dei Cdq sono estremamente limitate, e peraltro consultive, e l’intera città ha peraltro una popolazione abbastanza ridotta da permettere una gestione diretta da parte del Comune? Certamente si potrebbe pensare a rivalutare il ruolo di queste istituzioni, ma resta il fatto che 10 consigli di quartiere in una città di circa 36.000 abitanti sono troppi! Siamo davvero sicuri che a Gorizia servano 40 consiglieri comunali e addirittura altri 120 consiglieri circoscrizionali? Si sostiene (Roldo) che siano ben altri i costi della politica che vanno eliminati, ed è certamente vero che i consiglieri di quartiere non costano poi molto, ma resta sempre da valutare se, a fronte della scarsa utilità effettiva di questi enti, siano comunque delle spese giustificabili di fronte ai cittadini-contribuenti. E inoltre, bisogna anche conteggiare il costo del personale comunale preposto alla verbalizzazione delle sedute, il costo delle sedi dove i parlamentini si riuniscono, il costo delle elezioni degli stessi organismi, e così via... Infine, la proposta di legge di Forza Italia (Mess. Ven. del 12/01) lascerebbe ai Comuni il compito di stabilire i compensi dei consiglieri circoscrizionali, così aprendo la possibilità di indiscriminate corse agli aumenti delle indennità.
In questo senso, il compito del Partito democratico, che ha sempre voluto distinguersi per la capacità di saper rispondere alle esigenze che emergono dal corpo sociale, è quello di
perseguire la strada della riduzione dei costi superflui e di una maggiore efficienza delle istituzioni: l’eliminazione dei “parlamentini” è un primo passo. L’esigenza di un decetramento per particolari situazioni locali può essere salvaguardata dal mantenimento solo dei Consigli circoscrizionali delle zone più periferiche, come Lucinico, Oslavia, Piedimonte, Madonnina e S.Andrea. E se proprio l’eliminazione di alcuni consigli sarà impossibile, pensiamo almeno alla riduzione del loro numero procedendo a degli accorpamenti.

Marco Rossi, Pd (Gorizia)

venerdì 11 gennaio 2008

Ecco perché non c'ero

Questi giorni ero un po' assente dal blog e l'ho aggiornato poco... mi sono dedicato a creare il blog provinciale dei Giovani Democratici, che trovate qui:


In futuro, quando sapremo di preciso come si chiamerà il movimento giovanile del Pd, acquisteremo un dominio e daremo al blog un nome definitivo. Nelle prossime settimane conto di riempire di contenuti il sito.


Per ora ecco come si presenta:

Ma che significa essere moderati?

Ultimamente c'è la moda dell'inneggiare ai moderati.
Si dice che il Pd deve fare attenzione all'elettorato moderato.
Che bisogna smetterla con gli estremismi e pensare a dialogare tra forze politiche con moderazione, pacatamente.
Ma mi sto chiedendo che significhi essere moderato.
Capirei che uno mo dicesse: "Io sono per il federalismo/contro il federalismo" "Sono europeista/euroscettico" "Sono contro l'immigrazione" "Sono per la laicità dello Stato/contro la laicità dello Stato".
Mi risulta meno chiaro cosa voglia dire "Io sono un moderato".
Forse vuol dire che fa le cose con moderazione? Beve con moderazione? Mangia con moderazione? Scopa con moderazione? ...magari gliel'ha consigliato il medico (Sirchia?).
O forse è moderato nel senso che parla a bassa voce? "Ehi, lei! Si moderi!" In questo caso il candidato ideale di un partito moderato sarebbe Marzullo, e il partito potrebbe chiamarsi "Sottovoce" (la campagna elettorale sarebbe sponsorizzata dalla Eminflex).
O infine, ed è il mio sospetto, "moderato" significa che si hanno idee, ma con moderazione. Tipo un'idea all'anno non di più che altrimenti si fonde il cervello. Va ben che il cervello non è un muscolo ma meglio non affatircarlo, non si sa mai...
Che poi il contrario di moderato qual è? Eccessivo? Sguaiato? Prorompente? mmm... ci devo pensare...

martedì 8 gennaio 2008

Bè se non vi basta!

Il Rospo (altri lo conoscono come Lamberto Dini...) ha detto che bisogna fare di più sui conti pubblici, ridurre le spese, basta spendere troppo in sanità (dovrebbe star attento a dirlo, ha una certa età lui...).
Ma che stia dicendo fanfaronate, lo dimostra quando segue:
(da Repubblica.it, su dati ISTAT)

Il deficit si è attestato nei primo 9 mesi dell'anno scorso all'1,3% del Pil (4% nello stesso periodo 2006). Si tratta del risultato migliore dal 1999. Lo comunica l'Istat. Nel terzo trimestre 2007 il deficit è stato pari allo 0,5% del Pil. Il risultato si deve all'effetto combinato di maggiori entrate (+7,2%) e una contrazione delle uscite (-5,5%). Il saldo primario si è portato, in 9 mesi, al 3,5% del Pil.
In pratica questo governo in un anno ha risanato il paese.... bè se non vi basta, diamine! riprendetevi pure la finanza creativa di Tremonti che ci ha rovinato!

giovedì 3 gennaio 2008

martedì 1 gennaio 2008

Buon 2008

Forse non sarete così fortunati, ma potreste comunque esserlo, almeno un po'. In fondo è l'anno del topo... ricordatevene quando ordinerete coniglio in un ristorante cinese, che non si dica che non vi avevo avvisati, eh!

Nel 2008 cresceranno le mie aspettative. Bè... crescete anche voi, eh!