giovedì 21 agosto 2008

Georgia, Russia e la nostra politica


Questo post trovato su aprileonline.info, mi ha fatto tornare in mente quanto patetica sia la classe politica italiana quando si tratta di dire qualcosa, qualunque cosa, su argomenti di politica internazionale. Non so se ad aggravare di più le "sparate" di certe persone ci sia la scarsa preparazione o la volontà di dire il contrario di quello che ha detto qualcun altro.

Si fa a gara a parteggiare per la Georgia, a visualizzare la Russia come oppressore delle piccole patrie. In realtà, a parte il fatto che gli Abkhazi e gli Osseti (o "ossessi"?) hanno tutto il diritto di far quello che gli pare, e i torti semmai ce li ha il governo georgiano, quel che preoccupa è la faciloneria con cui i governi europei si schierano con l'una parte o con l'altra senza alcuna visione di lungo termine e senza alcuna considerazione che vada oltre l'apparire in tv.

Ad esempio. Gli Usa propongono che la Georgia entri nella NATO. Ma vogliamo noi in un futuro possibile per quanto lontano, mandare i nostri soldati a morire per la Georgia? Ricordiamolo: la NATO è un'alleanza militare vincolante a scopo difensivo.

E ancora: vogliamo noi aggravare le nostre relazioni con la Russia, nostra principale fornitrice di gas, rompendole le scatole per quattro montagne georgiane, quando peraltro gli osseti e gli abkhazi hanno chiarito per preferirebbero staccarsi dalla Georgia?

E un politico decente non penserebbe che il nostro assenso sulla politica russa sulla Georgia potrebbe essere scambiato con una sicurezza sugli approvvigionamenti energetici attraverso la Turchia?

E ancora: non sarebbe opportuno, per garantire la reciproca sicurezza nostra e della Russia, che tra UE e Russia continui ad esserci una serie di stati cuscinetti, indi per cui voler portare la Georgia nella NATO è decisamente inopportuna in quanto foriero di scatenare future continue tensioni per il fatto di portare direttamente a contatto due grandi potenze?



Vorrei proprio sapere chi c'ha pensato...


3 commenti:

stefan cok ha detto...

sono in parte d'accordo. nel senso che sono d'accordo sul provincialismo nostrano. e sul fatto che non ha senso far entrare la georgia nella nato (organizzazione peraltro su cui prima o poi bisognerebbe chiarirsi sulle sue finalità attuali). sono in parte d'accordo, dicevo, perchè penso che a tutte le giuste obiezioni (situazione in ossezia scatenata dal governo georgiano, inopportunità della nato ecc) vada affiancata la preoccupazione di non far credere alla russia che può riprendersi ciò che ritiene esser suo.perchè dopo la georgia potrebbe avere altre pretese. e come ho scritto l'altro giorno sul mio blog,la minaccia del rafforzamento militare russo nell'enclave di kaliningrad mi preoccupa, molto.tanto per dirne una.

Marco Rossi ha detto...

Anch'io son d'accordo con te. Sarebbe opportuno iniziare a pensare al fatto che l'Europa dovrebbe avere un politica di sicurezza comune non per moda, ma perché qualche motivo per interrogarsi sulla sicurezza dei propri confini c'è.
Proprio per questo resta l'opportunità di mantenere un cordone di "stati cuscinetto"... un sistema che del resto usava l'Impero Romano con buoni risultati... almeno finché ebbe soldi per ingraziarsi i vari regnucoli barbari ai propri confini: e l'Europa questi soldi li avrebbe, sotto forma di agevolazioni per l'accesso al mercato comunitario (accordi di associazione) e denaro (fondi della politica di vicinato)...

Peraltro... sarebbe opportuno anche rimpinguare le spese militari europei... va ben essere pacifisti, ma mica fessi!

Anonimo ha detto...

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=4916&ID_sezione=&sezione=#


ciao lucio