
Aspettando la tredicesima
1 settimana fa

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questione ai burocrati del libero mercato: come potevano sussistere due vini che avevano lo stesso nome, pur essendo cose diverse e proveniendo da aree diverse (l'uno dall'Italia nordorientale, il Tocai appunto, e l'altro dall'Ungheria orientale, il Tokaj con la K e la J). Chissà perché, si è deciso che i consumatori si sarebbero confusi, che uno avrebbe fatto concorrenza sleale all'altro (secondo me il funzionare della Commissione europea era astemio, perché i due vini vi giuro che hanno sapori diversi e chi se ne intende non li scambia l'un per l'altro...!). Insomma, forse il motivo vero è che l'Ungheria voleva disfarsi di un prezioso contendente, soprattutto per ragioni di marketing, perché si sa che oggi la "Denominazione d'origine" è importante e poterne avere l'esclusiva era un colpaccio da non lasciarsi sfuggire.
Che il Nano Maledetto usi la questione, populisticamente come al solito, per mera convenienza elettorale, lo capisco. Ormai sappiamo che è fatto così.
Non è solo una candidata capace di dare un riferimento all'elettorato democratico della città di Gorizia. Nè è solo un riferimento per i tanti sloveni che votano Pd.E poiché eravamo in una giornata creativa, la sera anche Alberto, il mio coinqui, ha fatto un buon risotto con radicchio rosso e salame... slurp!
Martedì scorso sono stato al cinema a vedere Persepolis, il film di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud tratto dall'omonimo fumetto di Marjane Satrapi, parzialmente autobiografico, sugli ultimi trent'anni di storia dell'Iran, raccontati attraverso gli occhi di una bambina, prima, e giovane donna, poi, costretta a lasciare alla fine il suo paese dominato dal regime degli ayatollah.




