venerdì 14 dicembre 2007

La religione è una superstizione

Odifreddi è stato forse un po' provocatorio, ma quel che dice lo condivido. Mi riferisco alle sue dichiarazioni in merito alla laicità del Pd, in cui paragona la religione ad una superstizione, come l'astrologia o lo spiritismo.

Ne ho scritto sul mio altro blog: QUI


Voi che ne pensate?

6 commenti:

aidlyn ha detto...

Non so se considerare la religione come una superstizione. Mi pare che si tratti di un fenomeno molto più ampio; comunque ammetto che come paragone calza abbastanza bene quando la si vede come un insieme di dogmi che vengono accettati senza alcuna riflessione critica. Io non sono credente, ma faccio miei alcuni valori che sono propri di molte religioni, più che altro per una questione di buon senso. Del resto, non credo fosse necessario Gesù (o Buddha) per esprimere concetti come "non fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te" (e via dicendo). Più che altro, la domanda che io mi pongo è questa: perché è così difficile accettare che la religione (quale che sia) è in primo luogo una questione di coscienza individuale?
Io non nego la rilevanza della religione nello sviluppo di una società o di uno stato, ma credo fortemente che in uno stato laico l'aspetto religioso debba essere messo da parte; non per stigmatizzarlo, piuttosto perché la società odierna è di fatto poliedrica e dare rilevanza pubblica ad ogni credo corrisponderebbe a gettare la società stessa nel caos. Si provi a pensare alle richieste assurde che ne deriverebbero... molto meglio lasciare che ciascun individuo segua la propria coscienza religiosa in maniera privata, nel rispetto della legge.

Marco Rossi ha detto...

Osservazioni interessanti... ;-)

personalmente penso che se un partito, il Pd o altro, vuole costituire un progetto sociale che si rivolge al corpo sociale nella sua interezza, non può:
- né dare rilevanza pubblica ad una religione in particolare, perché diventa un partito confessionale;
- né interpretare erroneamente la laicità ritenendo di dare pari rilevanza pubblica a tante diverse religioni, perché ciò provocherebbe una segmentazione sociale su base confessionale, ovvero dividerebbe la società in diversi gruppi fondati su differenze religiose, acutizzando le differenze anziché le similitudini.

Ad esempio, nell'URSS negli anni Settanta, con la nuova costituzione approvata nel 1976, furono riconosciute un certo numero di nazionalità e da allora neio documenti bisognò indicare la nazionalità: russa, armena, uzbeka, ecc... Un provvedimento pensato per dare pari dignità a tutte le etnie, divenne un elemento disgregante e tale da riacutizzare i nazionalismi.

Per questo, la religione deve restare un fatto privo di rilevanza pubblica.

BC. Bruno Carioli ha detto...

Le religioni. Questo è un mondo multireligioso. L'integralismo, inteso anche come imposizione di modelli, più o meno soft, di stampo confessionale va combattuto.Perchè non divenga l'oppio dei poli.

Marco Rossi ha detto...

Un amico mi fa notare che tirare costante,mente in ballo la "laicità" nei rapporti con la Margherita da parte degli ex-Ds non è il massimo per convivere. In effetti, troppo spesso anche la laicità viene ideologizzata e diventa quasi una religione laica...

...una provocazione, in fondo tante questioni che definiamo etiche (o, per converso, di laicità) non sono essenzialmente "questioni di welfare"?
...penso a aborto, unioni gay, ecc...

Anonimo ha detto...

E bravo Odifreddi! Ma comunque lo boccio perchè non capisco come ci si faccia ad associare nell'essere laici (mi riferisco all'UAAR). La laicità non è un valore. Non lo è manco la religione. La religione magari è un'interpretazione del mondo che si è data dei valori. Quale religione poi? Non è più semplice dire che il partito Democratico rispetta i diritti e le libertà dei cittadini e si propone di rispettare le idee altrui? Mi pare l'unica cosa che è importante.Sono assolutamente contrario benchè anti religioso a veder porre degli ostacoli verso l'espressione delle idee e del pensiero. Qua si fa diventare Dio come Berlusconi. Non si può creare un partito con alla base l'idea di essere contro o no. Come è successo con L'Unione contro Berlusca appunto. Comunque non è vero che la religione è una cosa privata. La religione è un'attività sociale, richiede tempo, soldi e quindi si lega al potere.Scordatevi di farne a meno. l'unica strada è insegnare che le religioni non hanno senso, come credere che la terrà è piatta.
Andrea

Marco Rossi ha detto...

già... aveva proprio ragione Marxetto ;-)