lunedì 10 settembre 2007

La Sinistra e la Casta


Sabato, 8 settembre, si è "celebrato" quel rito pubblico di mobilitazione che è stato il Vaffaday organizzato da Beppe Grillo... al di là dei giudizi che se ne possono dare, è interessante un articolo apparso oggi su L'Unità di Gianfranco Pasquino, di cui vi riporto alcuni stralci di seguito. Per l'articolo intero andate sul sito del quotidiano QUI.

È vero che la vena dell’antipolitica corre in maniera neanche troppo carsica lungo tutta la storia dell’Italia unitaria, ma è anche vero che, per lo più, si incontrava con pulsioni qualunquiste e con manifestazioni populiste prodotte dalla destra...[...]

l’antipolitica è anche critica della cattiva politica e viene nutrita dai politici quando fanno fronte comune nei confronti delle critiche rivolte ai loro comportamenti [...]

Quando si contrappone una società, che sarebbe civile, vibrante, integra, ad una politica che sarebbe, tutta, incivile, moscia e inquinata, si offre un efficace assist proprio agli antipolitici. [...]
Tuttavia, chi fra i politici voglia sostenere che la società italiana non è nel suo complesso abbastanza civile, che non è affatto vibrante, e quando "vibra" lo fa anche per cause sbagliate, che non è purtroppo neppure estranea alla ricerca di privilegi e all’uso della corruzione, deve avere tutte le carte in regole. Dopodiché, deve anche impegnarsi in due tipi di attività molto esigenti e molto dispendiose. In primo luogo, sta un’attività pedagogica, educativa che si espleta con le parole, con le dichiarazioni, con i discorsi, ma, come sanno tutti gli insegnanti, in special modo con la coerenza dei comportamenti, con lo stile di vita. Invece, nel teatrino della politica, troppi attori recitano ruoli molto diversi da quelli dei docenti della buona politica, della dignità della politica, dell’importanza della politica. Il compito educativo non è neppure cominciato e non può esaurirsi in prediche senza seguito di comportamenti rigorosi.

2 commenti:

okappa! ha detto...

non riesco a non pensare che grillo assomiglia molto a silvio in versione similsinistroide

non mi piace
alcune sue frasi sono inquietanti
e le risposte che dà sono sbagliate (domande giuste - risposte sbagliate)

ma la questione, nonostante tutto, non è questa

ma... perchè noi siamo ancora a questo punto?

le forze politiche non riescono ancora ad uscire da quel buco nero in cui si sono infilate

mille contraddizioni bloccano l'azione

la crisi dei partiti si riserva sull'istituzione

sai quante e quali sono le mie inquietudini rispetto alla costruzione del pd
però il nostro è un progetto

una scelta

che se funziona
se riesce a scardinare un po' le difese...
aiuterà il sistema a fare chiarezza

non riusciremo mai a dare le risposte che le persone ci chiedono se non mettiamo un po' di ordine in casa...

Marco Rossi ha detto...

la politica è in crisi in quanto conosce in Italia un fenomeno di regressione corporativa, simile a quanto avvenuto in altri momenti in altri paesi e che la sociologia ha già studiato sin dagli anni '60.
La distanza tra vertici politici e elettori è in Italia maggiore di quella tra i vertici di partiti diversi.
Allo stesso modo, la politica non conosce la dignità della propria funzione etica, così non si pone obiettivi di lungo termine. Si dice appunto che siamo nell'epoca postideologica così nascondendo il fatto della povertà progettuale di un intero ceto politico.