venerdì 14 settembre 2007

Minoranze (e minorancis)

Il mio precedente post sul friulano ha suscitato un certo interesse... su segnalazione di un amico vi invito a leggere QUESTO breve articolo di Tullio De Mauro sul Corriere della Sera: una breve storia della tutela delle minoranze linguistiche in sessant'anni di storia repubblicana.

Uscendo leggermente off-topic, ma neanche tanto a dire il vero, vi segnalo che a San Pietro al Natisone è iniziato l'anno scolastico della scuola media bilingue italiano-sloveno: una conquista che si aspettava da anni nelle Comunità delle Valli del Natisone, poiché in precedenza vi era una scuola bilingue privata che vivacchiava tra difficoltà finanziarie.
Se peraltro qualcuno volesse ostinatamente negare l'esistenza di minoranze linguistiche in Italia lo invito a dare un'occhiata alla seguente cartina:
Se volete invece conoscere leggi e convenzioni internazionali sul tema della tutela delle minoranze linguistiche, vi segnalo il seguente link: Centro Internazionale sul Plurilinguismo.
Infine... un aneddoto... ieri a Gorizia dei giovani di AN (esistono, purtroppo...) distribuivano materiale sul 16 settembre (2a "redenzione" di Gorizia secondo loro... in riferimento al Trattato di Pace del 16 settembre 1947) in cui sostenevano che Gorizia non fosse mai stata una città "slava". Ho fatto notare gentilmente alla gentile donzella che distribuiva i volantini che: a) dubito che GORIZIA sia un termine di origine italiana, etimologicamente parlando; b) dubito che se tutti i paesi attorno erano a maggioranza slava Gorizia possa definirsi non slava visto che prima di un 600-700 anni fa praticamente c'era solo il Castello e i paesi attorno (Standrez, Podgora, Solkan, Sempeter etc...)...

18 commenti:

okappa! ha detto...

ciao, ti scrivo perchè sono molto molto critica su alcuen tue affermazioni del post precedente.
"A proposito di friulano..."

In particolare:

"Nel dibattito, a Trieste, in aree "venetofone" della prov. di Pordenone e nell'area isontina, si è parlato di una specie di imposizione del friulano a goriziani, triestini, sacilesi e quant'altro. Non so su quali basi se non un'isteria collettiva, dal momento che la legge prevede la possibilità di utilizzo del friulano come lingua veicolare (cioè: ad esempio insegno la matematica in friulano) solo nei comuni "friulanofoni" ai sensi della legge 482, e dà la possibilità esprimendo il dissenso di evitare questa situazione se non si capisce il friulano.
Dunque, a) non riguarda i triestini, b) se un triestino vive a Udine non è costretto a imparare il friulano."

mi stai dicendo marco che i friulani si devono occupare solo del friuli e i triestini solo di trieste?
mi stai dicendo che non è legittimo, da parte di chi non è friulano esprimere un opnione rispetto alle leggi regionali?

questa mi sembra proprio una castronata.... almeno per due motivi:

1. motivo filosofico
dobbiamo ampliare il concetto di comunità ed evitare che le persone si occupino eslusavamente della via in cui abitano
insomma, quello che succede ad udine riguarda anche me!
facciamo parte della stessa comunità
ovviamente vale anche il discorso inverso
quello che succede a trieste riguarda anche i friulani
in particolare poi i politici e gli amministratori (figuriamoci quelli che hanno responsabilità a livello regionale) devono sapere andar oltre l'idea di rappresentare solo il paesino in cui sono nati.
ad un amministratore regionale io chiedo di interessarsi sempre di tutti i cittadini, non solo di quelli che parlano il suo dialetto!

2. motivo economico
tutte le leggi di questo mondo, se vogliono avere un effetto reale sulla comunità, hanno un costo... quindi anche la legge sul friulano.

ovviamente ti renderai conto che il modo in cui vengono i spesi della regione (o i contributi che vengono richiesti ad entità esterne) sono temi che riguardano tutti i cittadini... siano essi friulani, triestini o veneti.
___________

sul merito della questione non entro nello specifico perchè non penso di avere a mia disposizione tutti gli elementi

dico solo che sono molto molto perplessa
soprattutto dopo aver letto questa analisi di sergio romano sul corriere.it
http://www.corriere.it/solferino/romano/

tu come risponderesti a sergio romano?

ciao
Laura

Anonimo ha detto...

caro Marco, ogni tanto mi dedico alla lettura della rubrica delle lettere su Il Piccolo, cronaca di Gorizia, occupazione che sfocia per lo più in una serie di improperi e culmina con il suddetto giornale nel contenitore della carta riciclata. A proposito della ricorrenza del 16 settembre, nei giorni scorsi è stata pubblicata una lettera che sosteneva quello che anche tu hai denunciato nel tuo post. Cioè che gli slavi sarebbero arrivati a Gorizia "sfrattando" delle popolazioni italiche preesistenti e imponendo il toponimo "Gorica", con la solita prepotenza, aggiunge l'autore della lettera. Quindi la derivazione slava del nome Gorizia sarebbe un'imposizione e confermerebbe l'italianità della città. Equilibrismi storico-linguistici per cercare di sostenere una tesi che francamente non capisco cosa porti alla Gorizia di oggi.
Linda

Marco Rossi ha detto...

Mi dedico innanzitutto a quanto scritto da Laura, con un tono insolito per lei e che, consentimi, giustifica la mia ipotesi che il dibattito sul friulano abbia un elemento di irrazionale sentimentalismo. ;-)

Dunque:
a) la legge non prevede l'assunzione di 8mila docenti, ma l'abilitazione di quelli esistenti. Se nuovi docenti saranno assunti, saranno poche centinaia semmai.
b) genitori distratti troveranno i figli iscritti a friulano, ma non credo sia un dramma esacerbante poiché si troveranno a studiare anche matematica, geografia, latino, storia ecc... e penso che tutto serva alla propria cultura, non credo che studiare ANCHE il friulano sia una cosa drammatica. Io personalmente ho fatto un corso di sloveno, e francamente non mi serve a nulla come non mi serve il friulano, però arricchisce la conoscenza della cultura in cui quella lingua di è sviluppata;
- per finire con i rilievi agli errori della lettera del sig. Napolitano, i testi si rifanno al friulano "standard" individuato dall'OLF.

Vengo a Sergio Romano:
- Romano ritiene che siano minoranze degne di tutela solo quelle, evidentemetne, che subirono un'oppressione o un'assimilazione forzosa. Le altre no. Il che suggerirebbe che le politiche a tutela della minoranza siano dei "risarcimenti" alla Storia, anziché provvedimenti volti alla tutela di un patrimonio linguistico-culturale.
- una comunità storico-linguistico friulano è oggettivamente esistente per alcune sue peculiarità, dopodiché la differenza tra "lingua" e "dialetto" è assolutamente non scientifica, o cmq non chiara. Alla fine il fatto determinante è che il friulano viene percepito come parte del proprio "pantheon" culturale" da molti friulani.

Marco Rossi ha detto...

Continuando nella risposta a Romano:
- "Non credo, in secondo luogo, che l'insegnamento pubblico di una lingua arcaica, priva di qualsiasi importanza veicolare, debba considerarsi una responsabilità dello Stato": si tratta di un giudizio di valore. Allora potremmo innanzitutto sopprimere il latino, che è una lingua morta, e a quel punto anche l'insegnamento della geografia o della storia della scienza diventano ugualmente opinabili: lo Stato non è tenuto, in fondo, a insegnarti nulla, se non forse a far di conto e scrivere. Faccio notare invece che: 1) il friulano è parlato da circa 600.000 persone abitualmente; 2)girando per il Friuli vi renderete conto che il friulano un suo uso veicolare ce l'ha nelle vite di molte persone;
- affermare che "sarebbe meglio, allora, insegnare, oltre all'inglese, soprattutto il tedesco e lo sloveno?" è il solito modo per (NON)giustificare il no al friulano. Insegnare il friulano non preclude l'insegnamento di altre lingue, e non si capisce la ragione di questo "trade-off" linguistico;
- infine... non si capisce perché ci sarebbe una sorta di divisione tra chi il friulano lo parla e chi no... non c'è forse una divisione tra chi parla tedesco e chi no? chi parla aramaico e chi no? non mi pare sia quel gran dramma.

Marco Rossi ha detto...

Ed infine rispondo a Laura (e mi scuso per la lunghezza delle mie argomentazioni):

1 - non ho mai detto che i triestini non possano interessarsi a quel vogliono i friulani, anzi direi che questa sarebbe la condizioni ideale in uno spazio politico friuli-veneto-giuliano. Non so da che cosa tu abbia avuto questa balzana impressione... Dicendo "non riguarda i triestini" mi riferivo al fatto che Trieste non mi risulta essere nell'ambito di applicazione della legge 15/1996
2 - sulla questione economica, ti rispondo in maniera... fisolofica.
La funzione della politica è farsi interprete di richieste che vengono dal corpo sociale, facendone sintesi e gerarchizzandole individuando priorità, sulla base delle capacità di spesa e della necessità di non ledere diritti di parti anche minoritarie del corpo sociale. Ciò detto, la decisione di stanziare fondi per il friulano è una decisione politica finalizzata a garantire un diritto. La ragione "COSTA TROPPO" è la stessa che viene portata da tanti contro i PACS/DICO, contro l'assistenza ai ROM e alle politiche di inclusione sociale, contro l'edilizia abitativa pubblica e così via... Tutto costa, si tratta di decisioni politiche.

okappa! ha detto...

"Non so da che cosa tu abbia avuto questa balzana impressione..."

per queste parole in particolare
"Non so su quali basi se non un'isteria collettiva"

vabbeh
per forza che poi mi incazzo scusa... ci dai degli isterici

cmq mi basta la tua precisione per mettermi il cuore in pace
(anche mi rest ail dubbioc he abbia ragione baraldi. magari ai triestini i friulani non piaccioni... ma i friulani tirerebbero volentieri sotto con l'auto i triestini... :-D)

"Tutto costa, si tratta di decisioni politiche. "

off course
ma io non contestavo il fatto che costasse anzi
io volevo concentrarmi sul fatto che.. proprio perchè so che ha un costo voglio poter dire la mia
anzi... voglio che anche i non friulani in generale abbiano il diritto di parola sulla questione

p.s. una volta tanto che ti dò torto non puoi mica offenderti sai... :-D
che permalosi sti furlani...

okappa! ha detto...

sul merito della questione non mi pronuncio più che tanto
penso che bastino le tue parole e l'articolo di sergio romano

ammetto però che mi convince più sergio romano
i friulani minoranza linguistica... bah...

Marco Rossi ha detto...

eh ma sì, i furlanacci hanno un caratteraccio! :-D sapessi i gemonesi poi... uh che gente! LOOOL

vabbè... tornando seri... quel che dici a proposito che ricadendo su tutti le spese tutti devono poter dire la loro (insomma: no taxation without representation! di bostoniana memoria) pone tuttavia un dilemma: chi non appartiene alla "minoranza" in questione potrebbe non avere alcuna voglia di venire in contro alle richieste della minoranza. Il che costituirebbe un blackout dell'istituto democratico... è nu problema non da poco, che in generale investe il funzionamento stesso delle democrazie rappresentative e che, pur nel suo piccolo, torna anche nel nostro dibattito... Probabilmente il criterio a cui ispirarsi per bypassare questo problema potrebbe essere il seguente: se una fetta del corpo sociale richiede un diritto, lo si deve concedere, soldi permettendo, a meno che non leda un diritto altrui...
l'insegnamento del friulano lede il diritto di qualcuno? No. Ci sono soldi? Un po' sì... Quindi? Ok si fa la legge. Fatto.

Insomma... un semplice sillogismo...

Forse la faccio un po' semplice... che ne pensate?

okappa! ha detto...

direi di si
la fai un po' troppo facile
se già noi ne discutiamo animatamente (e in fin dei conti stiamo entrambi dalla stessa barricata)
sai meglio di me che le questioni sul tavolo sono sempre molteplici e sicuramente quei soldi non andrebbero persi (sempre s enon sono fondi esterni destinati esattamente al finanziamento di quella legge)

poi, citando sempre baraldi (direttore de il piccolo ed e direttore del messaggero..?? giusto??)
riccardo illy e molto bravo ma ogni tanto si dimentica di dare forti connotazioni politiche alle proprie scelte

insmma sarebbe capace (scusate l'esempio forte) le camere a ags perchè previste da una direttiva europea...
:-D

insomma non può venirmi a dire che semplicemente c'è una legge che riconosce le minoranze linguistiche
perchè la questione è proprio quella... molti non friulani non riconoscono i friulani come minoranza linguistica.

p.s. ma veramente per i friulani è così importante imparare la matematica in friulano?
???

okappa! ha detto...

scusate, ricopio una parte del mio commento.
ho scritto troppo in fretta.

"
poi, citando sempre baraldi (direttore de il piccolo ed ex direttore del messaggero..?? giusto??)

riccardo illy e molto bravo ma ogni tanto si dimentica di dare forti connotazioni politiche alle proprie scelte

insomma sarebbe capace (scusate l'esempio forte) di giustificare le camere a gas perchè previste da una direttiva europea...
:-D
"

Marco Rossi ha detto...

cito: "molti non friulani non riconoscono i friulani come minoranza linguistica" >>> vedi che siamo una minoranza oppressa??? :-)
seriamente: il concetto di minoranza direi che si fonda su un'identificazione auto-identitaria. Se una comunità ritiene di costituire una minoranza, che può negarglielo? Voglio dire... anche i Francesi dicono che i Corsi non sono una minoranza, o gli Ucraini dei Ruteni ecc...

okappa! ha detto...

ho proposto questa discussione a stefan
ne sono uscita distrutta
discutere con stefan di minoranze linguistiche significa andare armati di fionda ocntro un panzer

non solo è molto preparato... ma pure moltissimo convinto!
sono distrutta....

"seriamente: il concetto di minoranza direi che si fonda su un'identificazione auto-identitaria."

direi di sì
il fatto però è comprendere che un ascleta del genere dev'essere politicamente "giustiificata"
mis embra che illy ne faccia solo una questione amministrativa... ma non è prorpio così!

oggi sul piccolo c'è questo articolo
"Scuola, la Cgil nazionale boccia il friulano
Il sindacato attacca la legge:
«Derive separatiste». Anche i regionali perplessi"

Ok forse il titolo è esagerato ma è segnale che il provvedimento non è vissuto molto positivamente
và gestita meglio la comunicazione!

Marco Rossi ha detto...

dì a Stefan che faccia un salto sul blog che son curioso di sapere che ne pensa della questione... cmq lly probabilmente riteneva che tenendo un basso profilo fosse più facile che la legge superasse le resistenze...

stefan cok ha detto...

nn si capisce perchè il mio commento che avevo mandato ieri non è arrivato.. uff :-(

era abb lungo e articolato, vedo di riassumerlo in breve:

1)concordo con l'impostazione generale che hai dato all'argomento, in particolare che, di fatto, esiste una minoranza nel momento in cui una comunità si definisce per tale; vero è anche quel che mi dice laura quando fa presente che un minimo di parametro deve esserci. Non me la sento di poter adesso definire questo parametro, ma penso che in ogni caso nel caso del friulano si debba prendere atto che c'è una serie di elementi culturali e linguistici rilevanti.

Ho perplessità (nel senso che non ho ancora avuto modo di approfondire, non nel senso che sono contrario) su due punti, silenzio assenso e lingua veicolare, specie perchè ieri ho letto in un articolo (nn so se su messaggero o su piccolo) che si rinuncia ad usare un unico standard, e questo mi sembra dal punto di vista pratico una follia.

Infine, mi preoccuperebbe molto uno schema per cui i consiglieri regionali friulani approvassero la legge ed i triestini la bocciassero. Non penso che le forze politiche debbano essere monolitiche su questo; penso però che una contrapposizione frontale di tipo territoriale sia estremamente nociva.

Spero di aver riassunto in breve tutto quel che avevo scritto ieri..

Marco Rossi ha detto...

Sono d'accordo con te... spero anch'io che non si vada allo scontro frontale anche se purtroppo noto una certa mancanza di volontà, da entrambe le parti, a voler spiegare le proprie ragioni all'altro. Vabbè mi auguro che alla fine in Consiglio prevalga il buonsenso al di là degli slogan della vigilia.

Sulla rinuncia ad un solo standard... a quanto mi risulta il principio fondamentalmente è che il friulano scritto è uno solo, una è la grafia ecc... così da permettere di standardizzare anche i libri di testo, mentre si lascia libertà sulla pronuncia (ad esempio i diversi modi in cui si pronuncia il suono "cj")

Anonimo ha detto...

Preciso: la grafia è una sola, ma il friulano scritto non è necessariamente uno solo. Infatti i vari dialetti del friulano si usano (comunemente e legittimamente) in forma scritta per diverse finalità, soprattutto di carattere letterario.
Konkwy

Anonimo ha detto...

ma cosa succede se una comunità di friulani a trieste vuol aver la possibilità che sia insegnato il friulano? Questa è una minoranza. I friulani in Friuli son invece una maggioranza e mi sembra giusto che voglian fifendere la loro identità, sempre non imponendola agli altri, e la legge non lo impone. Poi stando a Trieste per un po di anni devo dire che i triestini già applicano da soli questa possibiltà, in quanto il triestino è usato normalmente in uffici pubblici e fuori, anche verso i non triestini. In friulandia questo non mi è mai successo. I triestini mi quindi sembra che automaticamente tendino a considerarsi anche loro una comunità a parte. Perchè non difendono anche loro la propria identità, chiedendo di poter legittimamente usar il triestino nell'insegnamento e negli uffici? Perchè non chiedono il diritti di esser una minoranza?

Andrea

Anonimo ha detto...

saluti. mi chiamo franzil e fino a giugno 2008 presiedo la commissione che in consiglio regionale si occupa di friulano, così come sloveno o tedesco. o bisiac, o resiano etc.
solo per dire che, secondo me, la legge sul friulano è buona perchè:
1) l'identità si basa, oggi, su una scelta individuale e libera. non saremmo mai favorevoli a una legge di sangue e suolo per il friuli. Ciò che cerchiamo di fare, visto che, lo si voglia o no, uno nasce in un insieme di relazioni sociali ed economiche ereditate, possa avere la possibilità di una vera decisione.
2) la legge sul friulano è una cosa lieta e importante per tutta la comunità regionale. Tutti possono parlarne, ma sapendo che è meno plausibile che qualcuno chieda di limitare i diritti del vicino, anche se abitano lo stesso quartiere. Esempio: esiste da sempre il fondo Trieste. nessuno in Friuli ha mai detto che questi soldi fuori sacco, distribuiti a pioggia a Trieste, e che sono molti di più di quanto costi la legge sul friulano, siano impropri. semmai si è cercato di averne anche nelle altre province.
3) 103 istituti della regione già insegnano il/in friulano. Nelle zone fissate da legge nazionale (482) il 71% lo studia già a Udine, il 61 a Gorizia, il 55 a Pordenone. Fondi naizonali o bandi regionali plurilinguismo. la norma semplicemente implementa ed organizza meglio, per aumentare la qualità dell'insegnamento, quello che già c'è.
4) la capacità di apprendimento nei bambini supera la singola lingua e anche le due. noi vogliamo adeguarci a standard europei di conoscenza di più lingue.
5) per piacere non scrivete sciocchezze su nazismo, Illy o Intesa democratica.
6)il discrimine è la tradizionale e sostanziale presenza del friulano su un territorio. se mai il 15% dei triestini chiedesse di entrare nella legge sarebbe giusto farlo, secondo me. se non ce ne sono a Pordenone è giusto che esca dal territorio di applicazione.