sabato 17 febbraio 2007

Roma, Vicenza, Kabul: il triangolo difficile

Oggi si manifesta a Vicenza contro l'ampliamento della base USA di Vicenza.
Poiché questa vicenda si è intrecciata (e si intreccerà) con quella del rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan, qualche riflessione è d'obbligo. Il centrodestra afferma che il centrosinistra non ha una maggioranza in politica estera: in realtà il problema è che il centrosinistra ha due diverse politiche estere, spesso confliggenti fra loro. E, per inciso, è assai dubbio che in politica estera le scelte vadano prese a maggioranza, tenuta in conto la rilevanza nazionale delle decisioni prese.


Comunque sia, parte del centrosinistra sostiene che si debba vietare l'ampliamento della base USA. Il motivo è alquanto oscuro. Un generico schierarsi dalla parte delle preoccupazioni dei cittadini di Vicenza è da escludersi, poiché non mobiliterebbe migliaia di persone da tutta Italia. E, per inciso, ritengo che le uniche preoccupazioni legittime siano proprio quelle dei vicentini, in termini di impatto ambientale e urbanistico sulla città.
Per quale motivo dunque molti stanno sfilando a Vicenza? Motivi puramente ideologici sembrano, a mio avviso, preponderanti: il pensiero politico della moderna sinistra radicale, che non definisco comunista perché è ormai cosa diversa da questo, vede negli Stati Uniti una specie di Leviatano che con la forza delle armi vuole dominare il mondo. A questo motivo, non dobbiamo dimenticare di aggiungere una genuina vocazione di molti militanti pacifisti, e di altri che invece sostenglono le ragioni della sovranità nazionale.

In realtà, però, va detto chiaramente, sulla questione di Vicenza e su quella del'Afghanistan si scontrano due visioni molto diverse su quella che dev'essere la politica estera del nostro Paese, e dell'Europa più in generale. La posizione dell'attuale centrodestra, in rotta con la tradizione euroatlantica della Prima repubblica, è stata di abdicare al compito di avere una politica estera delegando tale funzione agli Stati Uniti, e nei fatti trasformando l'Italia per un quinquennio in un paese non sovrano nella sfera delle relazioni internazionali. Oggi, per euroscetticismo, o per miopia, si persevera in tale posizione. Nel centrosinistra, invece, prevalgono due posizioni. Le due certamente si distinguono per il grado di pragmatismo, ma non solo.
Potremmo dire che la Sinistra Radicale è portatrice di una visione utopica, sostenitrice di una politica che agisca sempre con l'obiettivo di promuovere la pace, rifiutare l'uso delle armi, anche unilateralmente, promuova i diritti umani e l'armonico sviluppo delle relazioni economiche tra Nord e Sud del Mondo. Questo è quanto viene detto da chi quella politica promuove.
Ma non è così. Più giusto è definirla una politica dell' Utopia Irresponsabile. Rifiutando in ogni caso l'uso della forza, anche di fronte a minacce visibili e concrete, si rifiuta difatto anche i doveri verso l'ordinamento delle Nazioni Unite, che nella loro Carta prevedono il ricorso all'azione militare dei paesi membri contro quel paese terzo che violasse la pace mondiale. Ciò che i suoi fautori vedono come la massima espressione dell'aspirazione ad una politica libera dalla guerra si traduce in un isolazionismo ipocrita in cui diventa impossibile garantire la pace mondiale, se non con anatemi e condanne verbali che, la realtà ce lo dimostra, sono inutili. Sono bastate forse le condanne verbali a fermare le guerre civili in Burundi, Libera, Sierra Leone? Non sprofonderebbe forse nel caos l'Afghanistan senza forze militari che proteggessero l'attuale governo democraticamente eletto (e non imposto da governatori stranieri)?

Qual è l'alternativa? Esiste un'alternativa in cui sia possibile coniugare degli alti valori con il pragmatismo che permetta anche di fare qualcosa a parte salvare la propria coscienza e far salotto?
Io credo di sì. E basta attenersi a pochi principi.
  1. La pace mondiale, l'armonica sviluppo delle relazioni tra gli stati, il benessere della popolazione mondiale, il riequilibrio delle relazioni tra Nord e Sud del mondo devono essere i nostri obiettivi.
  2. Purtroppo, la forza è ancora oggi lo strumento cardine delle relazioni tra stati. Sia essa forza militare o economica. Le parole non sono sufficienti. La volontà di garantire la pace deve accompagnarsi dalla minaccia implicita che si è pronti ad usare la forza contro chiunque voglia violare la pace. Nelle relazioni tra gli stati che rifiutano invece l'uso della forza, la diplomazia, gli arbitrati internazionali e le mediazioni sono invece i normali e pacifici strumenti di sviluppo delle relazioni tra stati.
  3. Il multilateralismo è maggiore garanzia di pace rispetto all'unilateralismo, poiché se non altro una sola Iperpotenza, anche se mossa da buoni propositi, può sempre cadere nella tentazione di abusare del proprio potere.

Con queste premesse, la politica estera italiana è già fatta, ed è quella sostenuta dalla parte riformista del Centrosinistra. Si tratta cioè di privilegiare i momenti multilaterali rispetto a quelli bilaterali, di non risparmiare le critiche alle azioni unilaterali con lo scopo di influenzare in maniera positiva l'Iperpotenza ovviando alla mancanza di decisioni multilaterali. Si tratta di assumersi la propria fetta di responsabilità nel mantenimento della pace globale. E poiché, come detto, serve essere in grado di minacciare i "cattivi", e poiché il disarmo funziona solo se tutti si disarmano (perché il disarmo unilaterale è praticamente un suicidio), bisogna trarne la logica conseguenza di dover disporre di forze armate adeguate. Soprattutto perché i paesi ricchi sono gli unici ad averne la possibilità finanziaria. E per l'Italia, nel concreto, si tratta di aumentare le spese militari, oggi ridicolmente basse. E per creare le premesse del multilateralismo, non serve lamentarsi dell'egemonia USA: non è colpa loro se sono più ricchi e determinati degli altri. Semmai il nostro obiettivo dev'essere quello di dare una dimensione politica all'Europa nello scenario delle relazioni internazionali. Creare quindi un contraltare agli Stati Uniti, instaurando un rapporto di alleanza dialettica.

Con quanto detto, è facile rispondere subito anche sulla questione della base di Vicenza. Premesso che la base in sè non si capisce che male faccia e anzi porta posti di lavoro (semmai andiamo a valutarne l'impatto urbanistico e ambientale, quello sì), bisogna fare una semplice considerazione. A cosa servono le basi USA? Possiamo farne a meno?
Ebbene le basi americane ovviano alla mancanza di assunzione di responsabilità da parte europea. Svolgono quella funzione di deterrente globale che noi ci rifiutiamo di svolgere. Se la Russia invadesse la Georgia (fatto non così improbabile) chi farebbe qualcosa? Non l'Europa, solo gli USA sarebbero in grado di imporre alla Russia un agire più pacifico. E non serve lamentarsi se poi gli Stati Uniti usano quelle stesse basi anche in appoggio a operazioni militari che non condividiamo o che hanno obiettivi meno nobili: il pacchetto è unico, o tutto o niente. E se non vogliamo dover accettare tutto dobbiamo poterne fare a meno. E quindi avere NOI delle forze armate decenti.

E non perché ci piaccia far la guerra. Ma perché è nostro dovere saper difendere la pace, anche con la forza se necessario.

18 commenti:

socioweb ha detto...

Ti invito a leggere questo mio commento: please, clicca e leggi!

Marco Rossi ha detto...

Bè, Socioweb, devo dire che il discorso di Mini non tiene presente che c'è una controparte, gli Usa, e che per loro la questione di Vicenza è una spia del nostro atteggiamento nei loro confronti. E per giunta non è vero che mancano accordi bilaterali, Mini lo sa, ma evidentemente ne sottovaluta la rilevanza politica. Comunque ha ragione sul fatto che non dobbiamo sentirci vincolati da accordi NATO (di fatto la NATO non esiste più come alleanza militare, ormai è un involucro politicamente vuoto: è solo un organizzazione tecnica di cooperazione militare) o dal fatto che gli USA ci hanno liberati nel 1945, anche perché la politica estera non si fa "per riconoscenza" ma per interesse.
Dire sì o no alla base è in sostanza un dire sì o no, a mio avviso, al fatto che gli Usa continuino a svolgere al posto nostro il ruolo di controllore dell'ordine geopolitico in questa parte del globo. E siccome noi (Europa) non vogliamo prenderci questo ruolo, è inevitabile dire sì.

stella ha detto...

Proprio giusto Marco ^^

andrea ha detto...

Complimenti per la chiarezza di pensiero e per tutto il discorso. Nulla da eccepire. Vorrei solo far notare come pero' queste cose che dici dovrebbero essere spiegate e dette dal governo stesso, nel senso che sarebbe giusto spiegare le proprie posizioni alla gente,visto che si prende la briga di discuterne e protestare.Ma forse certe cose,come dire che non vogliamo fare una forte politica estera(per cui anche le armi son necessarie) non fanno parte del fare politica,il che è molto triste per una democrazia,dove ci aspetta che il popolo sia sovrano e al corrente di quel che accade.Peccato che dobbiamo star qua a giustificare le decisioni della gente che abbiam votato,immaginando quel che frulla nelle loro teste, mentre loro non ce lo vogliono e possono dire apertamente, per motivi che vanno dal rispetto di trattati internazionali alla impossibilità di essere sinceri con gli elettori.Democrazia...che fallimento...come sempre è il male minore.
Scusa Marco se come sempre allargo il discorso ma dipende dal fatto che gli eventi che accadono dipendono da decisioni che han poco a che fare con il pensiero del popolo,bensi dall'economia e dall'ideologia che guidano le persone ma non accade COSCIENTEMENTE il contrario.Quindi mi viene facile generalizzare.Ciao!

Secretdream ha detto...

Condivido anch'io...

Alla fine si tratta di prendere decisioni con giudizio, responsabilità ed obiettività. Nient'altro! Si fa presto ad andare in piazza a protestare senza avere soluzioni reali e proponibili ad un problema.

Poi nel caso di Vicenza, c'è stata la manifestazione contro l'allargamento e pro allargamento, prima che la dimensione della faccenda assumesse un livello nazionale. Si tratta di un problema dei Vicentini, visto che si tratta solo di case per i militari. E poi bisogna notare che se non mi sbaglio il 60% degli elettori vicentini è del centro-destra.. e quelli che manifestano hanno chiarito varie volte che non vogliono l'intrusione di partiti e sindacati..

e nel frattempo mentre si discute del nulla.. (visto che la decisione è già stata presa), delle cose serie ed importanti non se ne parla proprio.

Anonimo ha detto...

APPELLO CONTRO LE GUERRE

Ho ricevuto questo intenso appello che chiede al governo di rivedere al più presto la politica estera del nostro paese: ci vuole un coraggioso no alla guerra in Afghanistan e alla base Dal Molin di Vicenza. L'appello è promosso da Teresa Mattei (Partigiana e membro della Costituente) , Padre Alex Zanotelli, Vauro (Emergency e giornalista) Giorgio Cremaschi, (segretario nazionale FIOM-CGIL) e Mauro Revelli, scrittore.

E' necessario manifestare il nostro dissenso, e quindi importante diffondere questo messaggio, farlo firmare a più persone possibili, affinchè diventi un coro di voci per la pace e la fine di tutte le guerre.

Franca Rame



Siamo donne e uomini impegnati da sempre per la pace. Abbiamo marciato in questi anni nelle straordinarie manifestazioni contro la guerra globale divampata in Iraq ma nata nel 2001 in Afghanistan. Lo abbiamo fatto nella convinzione che la guerra deve uscire dalla storia e che la politica si riduce a gestione tecnica se non fa di questo obiettivo, di questa grande aspirazione umana la sua bussola regolatrice.

Quando nel 2006 abbiamo contribuito, ciascuna e ciascuno nel suo ambito e con le modalità proprie, a sconfiggere Berlusconi e le destre lo abbiamo fatto anche in nome della pace di quell'impegno, con la speranza che si sarebbe potuto iniziare a cambiare strada. Il ritiro dei soldati italiani dall'Iraq ce lo ha fatto sperare. E invece oggi guardiamo con sconcerto alle scelte dell'attuale governo in politica estera e militare: mantenimento delle truppe in Afghanistan, al seguito della guerra statunitense. Piena fedeltà alla Nato, aumento spropositato delle spese militari fino alla sciagurata decisione di permettere la costruzione di una nuova base (e non allargamento! !) Usa a Vicenza; intesa di assemblare in Italia, presso Novara, i micidiali bombardieri Joint Strike Fighter, acquistati dagli Stati Uniti per la bellezza di 13 miliardi di euro! La costituzione dice che l'Italia ripudia la guerra e che per di più siamo in Afghanistan come missione di pace. E allora che cosa ce ne facciamo di aerei d'attacco e distruzione che possono trasportare testate atomiche? Bisogna fermarsi, fermarsi e riflettere.

Bisogna ricostruire una connessione con il proprio popolo e il proprio elettorato. Crediamo che la sacrosanta protesta della popolazione di Vicenza vada non solo sostenuta ma ascoltata e indurre il governo a cambiare idea. Così come crediamo che l'avventura senza ritorno della guerra in Afghanistan debba cessare.

Invitiamo il governo e i politici tutti ad ascoltare queste parole e invitiamo i deputati e i senatori che hanno creduto alla lotta per la pace di essere conseguenti con le loro idee votando no al rifinanziamento della missione in Afghanistan.

Se qualcuno pensa che dalla base di Vicenza debbano partire le forze d'azione per ogni tipo di guerra mediorientale ed esportare "un cimitero di pace e democrazia"in cambio di petrolio e di quotidiani massacri, noi pensiamo che dalla guerra bisogna invece cominciare a uscire.
On.Teresa Mattei- Partigiana e membro della Costituente,
Padre Alex Zanotelli,
Vauro - emergency, giornalista,
Gianni Minà - giornalista,
Giorgio Cremaschi - segretario nazionale FIOM - CGIL,
Marco Revelli - scrittore

HANNO ADERITO
Moni Ovadia - attore e autore,
Mario Monicelli - regista,
Giulietto Chiesa – giornalista europarlamentare,
SilvanoAgosti- regista,
Valentino Parlato- giornalista,
Dario Fo- Premio Nobel per la letteratura,
Jacopo Fo – scrittore,
Stefano Tassinari – scrittore,
Manlio Dinucci – saggista,
Padre Alberto Maggi – biblista,
Prof.Margherita Rubino – docente universitaria Università di Genova
Prof. Aldo Ferrara, docente universitario Università di Siena presidente CESAER
Prof. Silvia Ferrara PhD Junior Yellow Research Sant John College Oxford
Prof. Domenico Losurdo docente Storia della Filosofia Urbino – Presidente Ass. internazionale Hegel- Marx
Prof. Angelo d'Orsi, storico, docente Università di Torino
Sabina Guzzanti - attrice, scrittrice
Francesco(Pancho) Pardi prof.Universitario
Maria Ricciardi Giannoni, Presidente Associazione Liberacittadinanza

Marco Rossi ha detto...

Stavo quasi per cancellar questo commento perché è un tantino troppo lungo LOL... ma alla fine la libertà di espressiona ha prevalso! :-)
Comunque da quanto ho detto più sopra capirete che non condivido tale appello. Soprattuttoperché è infarcito di FALSITA'.
Lo "spropositato" aumento delle spese militari altro non è che un aumento di circa 500 milioni di euro dallo 0.93 allo 0.98% del PIL. Una spesa IRRISORIA rispetti alle esigenze e al bilancio dello Stato. Il rinnovo del contratto del pubblico impiego, a titolo di paragone, è costato 3 miliardi di euro. La facenda dei "micidiali bombardieri JSF" viene presentata come se l'Italia avesse avviato un enorme programma di riarmo, mentre si tratta di acquisire velivoli che nel prossimo dcennio serviranno semplicemente a sostituire gli attuali AMX che tra 10 anni saran vecchiotti.
L'appello dice che BISOGNA RICOSTRUIRE IL RAPPORTO CON IL PROPRIO ELETTORATO.
Ecco, è proprio per questo motivo che NON bisogna ritirarsi dall'Afghanistan. Se Rifondazione ecc fossero connessi con l'elettorato non avrebbero preso quel 6% che ha preso Rifondazione, ma avrebbero preso il 31% che ha preso l'Ulivo.
E inviterei i vari Rame, Cremaschi ecc... a non strumentalizzare i vicentini, visto che a marciare a Vicenza era quasi tutta gente di fuori e la maggioranza dei vicentini è semmai favorevole alla base, non contraria, e se è contraria lo è per ragioni pratiche, non per quelle ragioni che vengono addotte in questo appello.

raul ha detto...

Condivido tutto con te. Bravo!! Finalmente anche voi comunisti cominciate finalmente a darci ragione dopo che con le vostre bandierine noi ci siam puliti il c. .
E' corretto consentire una manifestazione a coloro che vogliono destabilizzare uno stato ultimamente sempre più precario?
E' giusto dare nuovamente e ripetutamente la possibilità di manifestare, anzi, vandalizzare le città?
E' possibile che vengano costrette le forze dell'ordine a dover rischiare la propria vita in manifestazioni volutamente violente e incivili?

La risposta è una sola per tutte le domande: NO!.

Alzare del 0,05 il PIL per gli armamenti è troppo poco! Se vogliamo distruggere l' impero terrorista del male che vuole cancellare la nostra civiltà dobbiamo alzarlo e di molto , a costo di abbassare gli investimenti per ricerca e sulla scuola pubblica , magari iniziando dalle vostre cooperative rosse e dalla vostra magistratura venduta!!
Vedo che anche voi incominciate a capire come va il mondo , falsi ideologi marxisti e leninisti che non siete altro, ahahha!
raul

Anonimo ha detto...

Raul, finora in questo post si era sviluppata una discussione caratterizzata da
a) utilizzo di toni normali e civili,
b) spigazione delle ragioni che giustificano le proprie posizioni.
Mi dispiace notare che tu non fai né una cosa né l'altra, ma ti comporti come un troll.
Konkwy

Marco Rossi ha detto...

Sarei tentato di cancellare il commento di questo tale Raul. (forse è Raul Castro? LOL)... solo che lo lascio per far vedere quanto i Destri siano persone incivili.
Ma soprattutto per poter lasciare anche la risposta di Konkwy: "ti comporti come un troll" MITICA!!!! :-)

andrea ha detto...

Caro Raoul,mi pare che necessiti almeno un corso di storia,società, politica e ideologia per non parlare dell'educazione,che io posso lasciar stare perchè non mi tocca molto,ma non penso che dovrebbe farlo Marco.Pero' fa piacere vedere che anche voi cafoni fascisti venite a visitare siti della parte opposta,significa che avete una mente libera e desiderosa di conoscere mentre venite troppo spesso disegnati come dei decerebrati.Io penso invece che ti manchi un po di conoscienza.Innanzi tutto non ho notato nulla nei discorsi di Marco di comunista:nei denuncia la proprietà privata, è a favore del libero mercato e della democrazia.Poi ci trovi gente come me che son antidemocratico ma pure a favore della libertà di pensiero,parola e iniziativa economica.Niente comunismo quindi.Anzi me mi offendi proprio!
Una nota:i magistrati son in media gente di centro,centrodestra,e si vendono a chi ha i soldi come berlusconi e non al povero operaio comunista.
Poi vedi io su questa manifestazione non son d'accordo perchè in realtà serve solo ai movimenti pacifisti per protestare contro usa e guerra cose che non c'entrano molto con la base di Vicenza.Ora vedi lo so che all'uomo di destra non viene insegnato che si puo' protestare civilmente ma solo facendo casino oppure obbedire e abassare la testa;ma vedi c'è gente che vuol dire la propria,non siamo tutti uguali e a tutti deve essere dato il diritto di comunicare il proprio dissenso,civilmente.Se la manifestazione si trasforma in vandalismo son d'accordo a farla pagare cara,e molto di più di quanto si faccia in Italia ma con gente addestrata,non quei poliziotti inesperti che han messo a genova dopo il lavaggio del cervello.E sopprattutto è meglio che le forze dell'ordine rischino la vita per mantenere una manifestazione pacifica,e non che la rischi la gente per difendere la proprie idee!!!
Poi devi sapere che l'impero terrorista non esiste.Il mondo gira coi soldi,non per la paura delle bombe.Esistono terroristi che combattono per le proprie idee, buone o cattive che siano,e di solito queste sono la libertà(per pochi spesso)e il nazionalismo,non la conquista del mondo e la cancellazione della nostra civiltà per il quale non ne hanno la forza.Altrimenti non agirebbero nascosti. Ma prova a pensare un po':perchè dovrebbero cancellare la nostra civiltà.Ormai la nostra civiltà la trovi da ogni parte.Tutti nei posti che contano,anche cina,india,giappone,ma pure libano, iran ecc. vivono in un sistema economico che si nutre di capitalismo e economia di mercato.In quasi tutti sti posti,anche medio oriente,trovi non solo mcdonald ma ristoranti di ogni tipo,come da noi ti puoi mangiare il kebab,sushi o l'hamburgher.Intutto il mondo si ambisce quindi alla stessa civiltà.Dove potrebbe trovare quindi un terrorista tutta sta gente che ce l'ha col civiltà che invece desidera?Pochi ne trova e solo dei fanatici che come ben sai ce ne sono sempre.Il motivo per cui trovan tanto appoggio questi gruppi è invece che fan leva sulle popolazioni occupate da paesi stranieri,o maltrattate e offese dallo stesso loro governo.E i fanatici desiderano l'ideologia come l'acqua gli assetati.E' facile menarli per il naso quindi.Per combattere il terrorismo non si deve puntare le armi contro i terroristi,ma contro chi limita i diritti civili e le libertà dei popoli.E' questa mancanza che alimenta il terrorismo.E non serve aumentar la spesa militare contro il terrorismo,gli aerei ai terroristi non fan niente che stan nascosti,neppure i carriarmati,basta un mitra e saper dove andare.Quello che serve invece è proprio esportare e aiutando gli altri paesi con cultura e scienza.Dove ci son queste ci son piu' soldi e chi ha soldi non protesta,quindi niente terrorismo!!!Ma prima la cultura deve essere fatte a casa nostra,al contrario di come fa l'Italia.Quindi aumentiamo la spesa pubblica nell'educazione e nella ricerca!
So che son fuori tema e mi scuso spero che verrò perdonato.ciao

Marco Rossi ha detto...

Sì dai son troppo buono, ti perdono!
Cmq replicando solo alla parte sul terrorismo, è cosa ormai nota che il terrorismo dilaga in paesi caratterizzati soprattutto non tanto dalla limitata libertà di espressione ma in particolare laddove vi è un forte divario di ricchezza tra ceto dominante e maggioranza della popolazione. Come è appunto in Arabia Saudita. O in Nigeria, dove metodi terroristici sono usati da gruppi che voglio avere accesso ai proventi del petriolio con cui si arricchiscono le élites nigeriani. Insomma sempre i soldi ci son di mezzo.
Ecco, se proprio volete darmi del marxista, adesso siete autorizzati: in storia tendo ad abbracciare il materialismo storico, lo ammetto! :-)

Anonimo ha detto...

Una precisazione: ho usato la parola "troll" nel senso con cui viene utilizzata per definire il comportamento di alcuni utenti di internet.
Se vi interessa approfondire questo noioso argomento potete leggervi la pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_%28Internet%29
Konkwy

Marco Rossi ha detto...

Grazie della precisazione. E confesso che non conoscevo il termine (me ignorante). Bè anche oggi posso dire di aver imparato qualcosa. Grazie!!!

Anonimo ha detto...

è fantastica questa cosa dei TROLL.. ne farò un manifesto virtuale.. altro che base di Vicenza!!

e poi risparmio pure la carta!!! come farebbe un vero Verde -_-

ual ha detto...

comunque la si pensi...
La Sinistra Giovanile di Padova ...

La Sinistra Giovanile di Padova esprime la propria contrarietà all'ampliamento della base militare Dal Molin a Vicenza.
Questo ampliamento è stato concordato tra il precedente Governo Berlusconi e la giunta comunale di Vicenza (nonostante la forte opposizione del CentroSinistra in Comune); il problema di fondo è che pochissimi ne erano a conoscenza e non se ne è parlato fino a quest'ultimo periodo in cui è più difficile poter cambiare le cose.
Per questo motivo riteniamo che la scelta del precedente Governo di Centro Destra sia profondamente sbagliata e politicamente scorretta, specialmente per il fatto che non si è assolutamente preso le proprie responsabilità di fronte alla cittadinanza interessata, lasciando quindi al Governo Prodi il punto più cocente della questione.
Noi non siamo contrari all'ampliamento perché è una base americana, ma comunque vogliamo esprimere il nostro dissenso a causa dell'impatto ambientale che essa avrà nel territorio vicentino. Un ampliamento di tale portata infatti potrebbe scatenare gravi conseguenze sulla viabilità, sull'ambiente e quindi, sulla vivibilità di Vicenza.
Non si tratta di ragioni ideologiche o di antiamericanismo per partito preso, ma dei reali e dannosi effetti che questo piano potrebbe avere sulla città, e soprattutto del fatto che non si è data sufficiente attenzione alle richieste e alle necessità della popolazione vicentina.
Per questo noi avremmo auspicato una maggiore compattezza e una maggiore chiarezza sulla posizione assunta dal nostro Governo e dalla maggioranza che lo sostiene.

Segreteria Sinistra Giovanile

Marco Rossi ha detto...

Ecco... è questo il punto. Le riserve dei vicentini sull'impatto ambientale ecc... della base son legittime. E francamente credo che dialogando con gli USA su quelle basi si sarebbe trovato un accordo. Invece taluni movimenti hanno strumentalizzato la questione, rendendola politica, e a quel punto han messo il governo nella situazione di non poter negare il permesso senza realizzare uno strappo gravissimo con gli USA.
Praticamente i vicentini son stati strumentalizzati, in sintesi.

ual ha detto...

magari fosse cosi' come dici. ho poco tempo x dimostrartelo. noi sappiamo cose moooolto diverse. ciao ciao